La truffa del secolo

Un avvoltoio mangia una carcassa - foto di juzaphoto.com

Un avvoltoio mangia una carcassa – foto di juzaphoto.com

A poche settimane dell’elezione del nuovo consiglio direttivo della Regola di Villagrande, è entrato prepotententemente nelle discussioni pre-elettorali la questione della validità legale dell’accordo col Comune sulla restituzione dei territori e degli introiti della particella 402, un’intesa i cui dettagli sono rimasti fin’ora praticamente nascosti al popolo regoliero. Di certo, basta un minimo di conoscenza legale in materia per capire che risulta tutt’altro che semplice mettere in piedi un intesa che rispetti tutte le norme e tutte le leggi che regolano e tutelano la gestione delle proprietà collettive, a partire dalla Legge Regionale 26 del 1996: infatti, se le Regole intendessero cedere al Comune l’edificabilità dei terreni di Misurina per costruire opere a destinazione pubblica, lo stesso Comune dovrebbe dare in cambio alle Regole terreni di ugual valore in modo da non diminuire la consistenza del patrimonio regoliero: praticamente impossibile, dato che il Comune dispone di pochissimi terreni da dare in cambio e che non saprebbe neanche dove andare a prendere, visto che il valore dei terreni di Misurina è talmente elevato da richiedere enormi distese di boschi e prati da dare in cambio, terreni ormai introvabili nel Comune di Auronzo.

Altrettanto impossibile da rispettare è l’articolo 1108 del Codice Civile, passaggio fondamentale per creare il diritto di superficie che servirebbe al Comune per costruire sui terreni regolieri di Misurina: l’articolo infatti sancisce che per creare tale diritto occorra l’approvazione all’unanimità di tutti i comproprietari esistenti, che nel nostro caso si traduce nella necessità di avere il consenso unanime di tutti i regolieri viventi, compresi quelli sospesi che vivono fuori paese ed è più che logico che sia così: mettiamo il caso di un regoliere trasferito in Australia per lavoro e che dopo qualche tempo torni in Auronzo trovando il patrimonio regoliero occupato da non regolieri, senza essere stato avvisato e senza aver dato l’autorizzazione a nessuno per l’alienazione di terreni di cui è legittimamente comproprietario: potrebbe fare causa alla Regola esattamente come potrebbe farlo, ad esempio, il proprietario in comune di un appartamento se gli altri comproprietari vendessero o affittassero il bene a sua insaputa e senza la sua autorizzazione, ed è facile immaginare come andrebbe a finire la vertenza legale.

Allo stesso modo, viene anche da chiedersi: come farà l’accordo bonario tra Regole e Comune a sanare, a norma di legge, tutte le vendite e tutto ciò che è accaduto sui territori della 402 dal dopoguerra a oggi? Come intende proteggere i ricavati di Misurina e Tre Cime da eventuali nuovi mutui che il Comune potrebbe contrarre da qui al 2028, costringendo le Regole a cedere ancora percentuali di tali introiti al fine di evitare, di nuovo, la bancarotta dell’ente? Come intende proteggere i beni regolieri dall’incombente fusione dei comuni dato che, di fatto, le veci del vecchio Comune di Auronzo firmatario dell’accordo passeranno al nuovo comune nascente, il quale potrebbe rimettere di nuovo tutto in discussione? Ma la domanda fondamentale che sta alla base di tutto è: come farà l’accordo tra Regole e Comune a proteggere i beni e gli interessi dei regolieri se l’accordo sarà, comunque, illegale???

La verità è che l’unica via pienamente legale per risolvere la discussione consiste nella trascrizione in conservatoria della sentenza Antonini che ha già decretato, a favore delle Regole, la piena proprietà dei territori di Misurina e Tre Cime e, di conseguenza, di tutto ciò che si ricava da essi, ma tale trascrizione darebbe alle Regole un potere estremamente scomodo poichè chiuderebbe immediatamente la partita col Comune, richiamandolo alle proprie responsabilità sia sulle alienazioni di terreni della particella 402 che sulla pessima gestione degli introiti di Misurina e le Tre Cime, passati da “tesoretto” ad entrata indispensabile per evitare il fallimento del Comune, ma soprattutto metterebbe pesantemente i bastoni fra le ruote a tutti quegli “avvoltoi” che, da anni ed in numero sempre maggiore, volano sui cieli di Misurina in attesa di fare l’affare del secolo, ossia l’investimento di capitali privati nella costruzione di opere a destinazione pubblica nelle aree individuate a tale scopo dal Piano Ambientale di Misurina: alberghi, piscine, centri benessere, ma anche parcheggi e impianti di risalita, autentiche miniere d’oro che necessariamente rimarrebbero in gestione, se non addirittura in possesso, degli stessi privati, un affare da centinaia di milioni di euro possibile grazie alla firma degli stessi regolieri i quali si accollerebbero pure la responsabilità penale di aver danneggiato l’intero popolo regoliero, raggirandolo con un accordo illegale, al fine di far procurare ingiusto profitto ad altri: violazione dell’art. 640 del codice penale, cioè TRUFFA, esattamente la stessa identica accusa rivolta all’accordo del 2007.

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