Luglio 2014 e l’alibi del maltempo

Luglio 2014 verrà ricordato forse come uno dei mesi peggiori della storia del nostro turismo estivo e, secondo un’opinione molto diffusa, il maltempo sembra essere stato il principale colpevole di questo tracrollo anche se, confrontando i dati dei mesi di luglio degli ultimi dieci anni in base alla provenienza geografica, sembra invece che le cause fondamentali siano altre.

Prima di inziare è bene avere a mente queste tre semplici definizioni:

  • Arrivi turistici: il numero di clienti ospitati negli esercizi ricettivi;
  • Presenze turistiche: Il numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi;
  • Permanenza media: Il numero delle notti trascorse in media dai clienti negli esercizi ricettivi, dato dal rapporto tra presenze turistiche e arrivi turistici;

Turismo di prossimità del Veneto

Movimento Turistico Auronzo - Veneto

A luglio i veneti sono i nostri principali clienti contando ben il 40% delle presenze e proprio da loro abbiamo avuto il maggiore tracrollo: ben -4848 di presenze rispetto al 2013, meno 15%.

Il turismo dei nostri vicini è l’esempio più fulgido del cosiddetto “turismo di prossimità”, ossia del turismo di chi vive a poca distanza dalla meta delle vacanze e che quindi può decidere all’ultimo momento se partire o meno, magari proprio in base alle condizioni atmosferiche della località turistica. In questo caso, molti hanno rinunciato a venire in Auronzo spaventati dal maltempo, cosa ben evidente dal crollo degli arrivi nel’ultimo anno, ma se invece guardiamo le presenze notiamo che il calo di luglio 2014 è pienamente in linea col calo storico delle presenze venete nel nostro paese e lo stesso possiamo dire della permanenza media che negli ultimi dieci anni è calata di quasi due giorni, da 8 a 6 (nel 1997 la presenza media dei veneti a luglio era di 12 giorni…). È emblematico poi notare come gli arrivi, escluso l’ultimo anno, siano sostanzialmente gli stessi mentre tutti gli altri parametri continuano a scendere: segno che le tasche dei veneti sono sempre più vuote.

La parabola della Lazio

Movimento Turistico Auronzo - Lazio

Da quando nel luglio 2008 la Lazio viene in ritiro nel nostro paese, i turisti dall’omonima regione sono costantemente aumentati passando da quasi 7 mila presenze alle 10 mila e 500 del 2013, l’anno d’oro di questo sodalizio, totalizzando poi nel 2014 il 12% delle presenze totali del turismo auronzano.

Osservando il grafico degli arrivi nell’ultima decade, colpisce ovviamente il calo vistoso del 2014 di oltre 500 unità, che si riflettono in una perdita di presenze altrettanto vistosa. A differenza del turista veneto, in questo caso non si può parlare di turismo di prossimità ed è davvero difficile riversare la colpa del calo turistico sul maltempo: chi segue la squadra in ritiro prenota in anticipo le proprie vacanze ed è molto meno influenzabile dal tempo meteorologico dell’ultima ora; più facile invece che il calo sia attribuibile, da un lato, alla contestazione dei tifosi verso la scelta della società durante il periodo del ritiro, e dall’altro ad un calo fisiologico dell’effetto benefico della Lazio, dopo tanti anni di crescita continua. D’altronde non sarebbe neanche giusto paragonare l’ultimo luglio a quello top del 2013, anno della vincita della Coppa Italia: certo è che il calo del 2014 riporta indietro le lancette ai risultati del 2011 facendo assomigliare sempre più l’impatto del ritiro laziale ad una parabola che ora ha raggiunto la sua inevitabile fase discendente.

Il calo costante della permanenza media infine conferma la tendenza rilevata anche nel mercato veneto di un calo costante della possibilità di spesa e fa da contrasto con l’incremento costante delle presenze; la crescita negli anni dei tifosi laziali è stata tale da mascherare persino il fatto che il turista laziale ha perso una giornata di permanenza dal primo anno di ritiro del 2008: un successo indiscutibile che ora però sta segnando il passo.

Resto d’Italia in recessione

Movimento Turistico Auronzo - Resto d'Italia

Nel 2014 le presenze generate dai turisti provenienti del resto d’Italia (escluso Lazio e Veneto quindi) ha costituito il 34% del turismo del luglio auronzano ed è composto in gran parte da turisti provenienti dall’ Emilia Romagna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

Come nel caso della Lazio anche per queste tre regioni la discreta distanza da percorrere per giungere nella val d’Ansiei rende il loro turismo molto poco improvvisato e quindi meno influenzabile dalle bizze metereologiche; infatti, a dispetto dei veneti il calo degli arrivi nel 2014 è stato molto più contenuto mentre le presenze rimangono praticamente le stesse del luglio 2013, anche grazie ad una crescita della presenza media. Cambiando di prospettiva, se nell’ultimo decennio gli arrivi sono rimasti sostanzialmente costanti, le presenze vanno diminuendo proprio per colpa di una calo lieve ma costante della permanenza media, caratteristica che ormai possiamo definire tipica di tutto il mercato turistico italiano.

Stranieri in controtendenza

Movimento Turistico Auronzo - Stranieri

I turisti provenienti dai paesi stranieri costituiscono il 14% delle presenze turistiche nel luglio 2014 auronzano e sono composti principalmente da turisti tedeschi e dei paesi dell’est, di cui non si riesce a capire l’esatta provenienza (sloveni?) perchè il sistema statistico veneto li classifica indistintamente come “altri paesi europei” oltre a soliti dell’Europa occidentale (Spagna, Francia, Olanda etc).

Dopo tre componenti negative ci si aspetterebbe che anche gli stranieri siano in fase calante: e invece no, gli stranieri crescono sensibilmente in tutti i parametri considerati, tanto che in dieci anni hanno aumentato gli arrivi di un terzo, raddoppiato le presenze mentre la permanenza media è aumentata via via di un giorno netto, passando da 2 a 3 giorni con record proprio nel 2014.

Osservando i dati positivi dell’ultimo anno sembra che neppure questo segmento del nostro mercato turistico sia stato influenzato eccessivamente dal maltempo ma anzi è soprendentemente cresciuto rimbalzando in positivo dal dato negativo del 2013: vista la durata media di permanenza alquanto breve, 2-3 giorni, viene da pensare che questi siano turisti di passaggio, che si fermino qualche giorno giusto per visitare i nostri gruppi montuosi prima di ripartire per altre mete, magari per altre zone delle Dolomiti: personalmente mi è capitato di conoscere parecchi tedeschi con questa modalità di “transito”.

Conclusioni

Il maltempo del luglio 2014 ha dunque ferito profondamente il nostro turismo perché ha trovato carne tenera dove infierire, ossia un mercato turistico totalmente sballato:

Torta presenze luglio 2014

La maggior parte del nostro movimento turistico di luglio infatti è basato sui veneti, estremamente volubili al maltempo, da cui si deduce che il successo del nostro turismo di luglio è praticamente affidato al caso del tempo meteorologico: con queste premesse, basta un’estate sfortunata o qualche weekend di pioggia che rischiamo di nuovo un collasso; l’86% del totale poi sono italiani, i quali hanno sempre meno soldi da spendere, mentre il turismo “pompato” della Lazio sta terminando i suoi effetti benefici. In tutto ciò, il paradosso è che il turista straniero invece, l’unico in positivo, rappresenta solo il 14% del turismo di luglio ed il suo aumento costante oggi non basta a compensare il calo degli italiani. Osservando poi lo storico del movimento turistico negli ultimi dieci anni, possiamo tranquillamente affermare che il calo del 2014 si allinea con le tendenze registrate negli anni precedenti, compresa la parabola del turismo laziale: di fatto, il maltempo ha solo accentuto solo una tendenza epocale, tanto più andando a colpire un turista, quello veneto, con sempre meno margini di spesa e per il quale una non perfetta condizione metereologica può diventare facile motivo di risparmio.

Il maltempo ha di sicuro avuto il suo impatto nella stagione appena conclusa ma rappresenta anche un enorme alibi alla crisi di un intero sistema turistico che, dagli anni ’80 ad oggi, non ha saputo rinnovarsi. Lo stesso rapporto con la Lazio è figlio della mentalità dell’epoca: pago oggi per avere risultato nell’immediato senza costruire nulla per il futuro, tanto che la presenza della squadra laziale non ha fatto altro che rimandare di qualche anno la crisi del turismo auronzano, oramai troppo antiquato per rispondere alle domande del turismo contemporaneo. I turisti, quelli con i soldi, non stanno più in Italia e bisogna andare a cercarli in giro per il mondo, là nelle nuove sacche di ricchezza create dalla globalizzazione; d’altra parte però dobbiamo anche interrogarci sulle nostre effettive capacità di offrire al turista attività che non si pratichino esclusivamente all’aria aperta dato che, maltempo eccezionale o meno, non viviamo all’equatore ma sulle Alpi, dove il brutto tempo estivo può essere frequente.

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