La spesa per la Lazio

Lazio team

La squadra della Lazio S.S. in ritiro ad Auronzo. Foto del corrieredellosport.it

Poco meno di due settimane fa si è svolto in sala consiliare del Comune l’incontro finale del Piano di Sviluppo Turistico avviato dall’amministrazione circa un anno fa sotto la guida di Manfred Canins, esperto di marketing dell’Alto Adige. La serata è stata densissima di informazioni e si è conclusa con una breve riflessione sulla spesa che il Comune eroga ogni anno per il ritiro della Lazio, che con i suoi 328 mila euro vale la metà dell’intera spesa complessiva che il Comune eroga per eventi turistici, ossia 628 mila euro:

L’elenco degli eventi e dei relativi costi sostenuti dal Comune di Auronzo nel 2013

L’elenco degli eventi e dei relativi costi sostenuti dal Comune di Auronzo nel 2013

I ritiri della Lazio hanno indubbiamente cambiato il volto della nostra stagione estiva, rendendo gli oramai moribondi mesi di luglio nel periodo più florido dell’estate auronzana, e possono essere annoverati come uno degli investimenti turistici più positivi degli ultimi anni; d’altra parte però è chiaro che il fenomeno Lazio abbia già dato tutto quello che poteva dare in termine di promozione della nostra località e che forse una cifra così elevata potrebbe essere investita in qualche altra maniera, visto anche che questo è l’ultimo anno di contratto con la squadra capitolina, rinnovabile comunque per un ulteriore ritiro nel 2015. A questo proposito Manfred Canins ha le idee chiare:

Secondo l’esperto della Val Badia, l’intera somma va aggiunta ai 150 mila euro che il Comune verserà annualmente al Consorzio Turistico, permettendo al nostro ente di promozione di elevarsi dalla situzione attuale e diventare una vera e propria azienda di marketing turistico, come previsto fin dagli albori del Piano di Sviluppo. Il Consorzio avrebbe perciò a disposizione 480 mila euro che rispetto al numero di presenze annuali nel nostro Comune, quasi 300 mila, fanno una media di circa 1,6 euro/presenza, vicina alla quota di 1,9 euro che in Alto Adige viene stimata come minima per mettere in piedi un consorzio turistico pienamente funzionale e funzionante.

Ora, posto che il turismo, se ben sviluppato, potrebbe diventare il principale “datore di lavoro” degli auronzani attorno a cui far ruotare anche tutti gli altri comparti economici, dall’artigianato ai servizi, e che quindi quella cifra debba necessariamente essere reinvestita in turismo, di fronte alla proposta di Canins diventa opportuno chiedersi cosa farne di quel tesoretto, se continuare ancora un anno con la Lazio, seguendo perciò la politica turistica a brevissimo termine del “compro e ottengo subito” che negli anni si è tramutata in una costosa dipendenza dalla squadra romana, oppure se virare quei soldi in altra direzione, magari perseguendo invece una politica turistica più ambiziosa che punti a costruire un turismo solido e strutturato nel tempo, grazie anche ad un consorzio turistico in grado di promuovere ad alto livello il brand “Auronzo-Misurina”.

Se poi prendiamo come metro di riferimento i nostri vicini ampezzani invece che l’Alto Adige, scopriamo che nella conca il Comune finanzia Cortina Turismo con un milione di euro l’anno: si dirà che in relazione ai turisti, guardacaso un milione l’anno, l’investimento a presenza non supera il singolo euro, ma bisogna sempre tenere conto che il consorzio ampezzano dispone comunque di una cifra consistente, 6 volte e mezza rispetto ai 150 mila euro di Auronzo, e che mette al lavoro qualcosa come 11 dipendenti fissi più 2 stagionali: pensare oggi che i due soli dipendenti del Consorzio Auronzo-Misurina, gravati oltretutto di un budget così ristretto, siano sufficienti per reggere e sviluppare il turismo auronzano nel medio-lungo periodo è figlio della stessa opacità che ha fatto sprofondare il turismo del nostro paese negli ultimi 20 anni ed i risultati di questa politica sono sotto gli occhi di tutti.

Non basta avere una ciclabile, o tante escursioni da percorrere, o un bel lago se poi in pochi vengono attratti a passare le vacanze da noi ed è forse preferibile che Auronzo abbia qualche evento in meno, ma che nel 2015, nell’epoca della comunicazione e del commercio, sia dotata invece una struttura pienamente in grado di vendere le nostre attrazioni e di renderci appetibili per il turista nella scelta delle proprie vacanze, senza ridursi ad avvantaggiare solo le categorie interessate nei giorni circoscritti degli eventi ma promuovendo la nostra località a 360 gradi in tutto quello che può offrire e tutto ciò che può aiutare a costruire nell’immaginario del turista un’immagine piacevole e seduttiva del nostro paese: dalla cultura tipica, alla cucina sana, all’artigianato, all’ambiente incontaminato, alle passeggiate, eccetera, eccetera, eccetera. Auronzo fin’ora ha mostrato solo una piccolissima parte del proprio potenziale e disporre di un’azienda turistica dotata di una notevole forza economica, come potrebbe essere il Consorzio con i soldi della Lazio, favorirà l’emersione di tutti quegli aspetti ora troppo poco conosciuti dai turisti e troppo difficoltosi da sfruttare economicamente per gli auronzani.

Infine, va detto altresì che, anche senza la Lazio, disponiamo comunque di una struttura sportiva in grado di ospitare squadre di alto livello, perciò una soluzione equilibrata potrebbe essere quella di destinare una parte di quei 328 mila euro per il ritiro di una squadra minore promuovendo così il nostro paese in un mercato turistico completamente nuovo rispetto a quello laziale, e riservare il resto della somma al Consorzio Turistico.

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  1. Quinz Andreas

    Ogni giorno mi rendo conto sempre più che la matematica E’ un’opinione.
    Oggi Vorrei soffermarmi solo sulla lettura del bilancino che alleghi, una delle poche “slides” diverse da quelle presentate da Canins più di un’anno fa, un Canins che, perdonami la battutaccia, m’è parso poco incisivos..
    Ma forse, come m’è stato detto, non l’ho capito perchè non “membro” delle “commissioni” dato che non potevo permettermi la cadenza settimanale di queste(…).
    Sulla “opacità” delle precedenti gestioni del turismo e delle iniziative ad esso rivolte forse è meglio aprire un capitolo a parte, dato che si parla di cose comunque attuali, tutte, ad eccezione della “Stihl” che ha sostituito la motonautica (scafi o seghe, sempre moto- sono…)
    Torniamo alla… Matematica.
    Innanzitutto mi sarebbe piaciuto avere due informazioni in più “sull’esagerato” costo del ritiro laziale: è ben vero che il “ticket” pagato direttamente alla Lazio è passato, con il cambio amministrativo, da 65 a 130 mila euro, sarà probabile anche un aumento delle tariffe della cooperativa che gestisce l’hotel Auronzo nonostante un soggiorno più corto, ma credo che siano stati anche erroneamente inclusi dei costi da addebitare ad altri, o quantomeno non sono state scorporate le spese del personale come fatto per altri eventi, come fatto per le canoe. Questo forse per invogliare l’auronzano, blog fattore o no, a rinunciare ad una manifestazione piuttosto che ad un’altra? Sembra che ci stiano riuscendo.
    A proposito di canoe, vogliamo una volta per tutte dire quanto sono costati ‘sti benedetti blocchi di partenza? Chi li ha pagati?
    Sicuramente NON il consorzio con un mutuo, visto che a tale richiesta il consiglio SI È’ OPPOSTO, NON ha mai autorizzato, vero?
    Vedrete che torneranno utili per gli europei di Dragon boat (che costeranno più o meno della Lazio?) … O forse non servono?
    Ma non ho letto nulla di ciò sul bilancino. Dal quale dicevamo, mancano alcune voci: la paghetta del consulente (35.000/annui?) in che capitolo è? inclusa nei 150 del contributo al consorzio? Oppure nella Lazio? Ma se inclusa, il contributo “puro” è di fatto diminuito?
    E poi, Quali le spese di rappresentanza alle fiere sul turismo?
    E poi, Prima delle elezioni si ironizzava sull’inutilità di un gemellaggio con la lontanissima cittadina brasiliana, anche se allora i viaggi non erano a carico dell’amministrazione : ora (da quest’autunno, intendo) è invece diventata tanto strategica? Quali i costi?
    Non leggo poi nulla, e qui torno particolarmente serio, su Misurina.
    Capisco che siano più “strategiche” le affinità con Perarolo o Calalzo, che puntare a portare gli sciatori a Monte Elmo porti ad abbandonare non solo il collegamento impiantistico con la frazione in quota ma anche lo stesso Col Agudo, capisco che “la valorizzazione naturalistica e turistica della particolarità dell’aria” sia traducibile con un “continuate a vendete aria fritta”, ma avendo risparmiato (quanto gli dispiace…) anche sul polo, possibile che sia prevista solo la SkyMarathon?
    Ma forse anche per Misurina sarebbe il caso di scrivere un capitolo a parte.

  2. Quinz Andreas

    Ps: potresti aprire una pagina nuova, magari chiamata “la settimana enigmistica”, in cui proporre le slides di Canins del 2012 e del 2014, e la didascalia: “trova le differenze”

  3. Orgoglio Auronzano

    Sul valore di Manfred Canins non ho dubbi, ma di sicuro penso sia stata una bella lezione per lui uscire dall’Alto Adige e trovare realtà turistiche sottosviluppate, con scarso budget e per giunta con seri problemi di collaborazione con le vallate vicine, come lo è stato con Auronzo e Bormio.
    Per quanto riguarda l’opacità della gestione turistica passata hai ragione: ci vorrebbero un capitolo, se non due, se non tre per descrivere quello che è successo ad Auronzo negli ultimi anni, a partire simbolicamente dalla decisione scellerata di demolire la funivia di Monte Agudo fino all’affermazione che un solo dipendente basti per far funzionare il Consorzio Turistico… Lascia perdere, ci vuole un libro, altro che blog!

  4. Quinz Andreas

    Vedi Alberto, sei uscito subito dai binari. I tuoi binari. Subito a voler rimarcare che quello che é stato ha rovinato il presente ed il futuro. Scriveremo questo famoso libro del passato, un giorno. Ma intanto concentriamoci sul presente.
    Non m’aspetto da te risposte che non ti competono, ma mi piacerebbe sapere cosa pensi delle osservazioni che ho posto, se le condividi o se le condanni. Invece ancora silenzi. Comunque silenzi. Quelli che mi assordano.

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