Un asilo uguale per tutti

In questi mesi si è andata consumando lo scontro in paese sul tema dell’asilo che ha visto da un lato l’Amministrazione, che vorrebbe la statalizzazione di una delle sezione dell’istituto, e dall’altra i genitori guidati dai rappresentanti che da poco hanno proposto l’istituzione di una cooperativa che manterrebbe il servizio inalterato rispetto a prima.

In Italia infatti esistono 2 tipi di scuole materne (3-5 anni): statali, finanziate al 100% dallo Stato, e paritarie, enti privati di varia natura (cooperative, fondazioni, scuole religiose, etc.) finanziate in parte delle rette ed in parte da Stato, regioni e comuni. Per esperienza lavorativa nonché personale posso confermare che la differenza di qualità tra le due tipologie di scuola è notevole sotto tutti i punti di vista dell’educazione del bambino, ed anche le rette sono molto differenti, tanto che la retta mensile di una paritaria può costare fino a tre volte quella di una statale. Per una convenzione storica con la fondazione Molin, da anni il Comune di Auronzo finanzia il nostro asilo, che è una paritaria, di una cifra ben superiore alla media nazionale permettendo di contenere significativamente il costo della retta e garantendo perciò alle famiglie meno abbienti di poter usufruire di un servizio di qualità ad un prezzo accessibile.

Oggi però, a causa del Decreto 174 del governo Monti, negli ultimi due anni scolastici c’è stato un blocco del finanziamento regionale alle paritarie che si traduce in una perdita di 70 mila euro per il nostro asilo, mentre si prospetta per i prossimi tre anni una possibile riduzione del 50% del finanziamento statale: tutto ciò ha gettato nel panico la nostra Amministrazione la quale, con la gestione attuale, si vedrebbe accollare una notevole spesa aggiuntiva a quella normalmente erogata al nostro istituto.

Dopo un lungo tentennare e dopo vari colloqui con i genitori, l’Amministrazione ha proposto perciò una soluzione ibrida che non ha precedenti nella nostra provincia: statalizzare una delle sezioni dell’asilo e far gestire le altre due sezioni alla cooperativa Cadore che attualmente gestisce il Liceo, differenziando le due rette, 60€ per la sezione statale e 110€ per la sezione paritaria, il tutto nello stesso istituto. I rappresentanti dei genitori non ci stanno ed elaborano una soluzione in autonomia: una nuova cooperativa che manterrebbe il personale ed i servizi invariati rispetto a prima, proponendo una retta fissa di 110€ con riserva di far pagare in riservatezza 60€ alle famiglie bisognose, il tutto tramite un’oculata ridefinizione della spesa corrente e dei contratti col personale che si traduce in un risparmio medio di quasi 30 mila euro l’anno, utile per compensare eventuali ammanchi nei finanziamenti pubblici. Con una lettera, l’Amministrazione rigetta però la proposta dei genitori e decide di imporre la propria soluzione.

Asilo - piano economico

Il piano economico della cooperativa elaborato dai rappresentanti dei genitori

Sorvolando sull’atteggiamento e sulla comunicazione generale dell’Amministrazione che non merita commento, la statalizzazione proposta genera davvero molte perplessità perché si sta proponendo l’abbandono di un sistema collaudato qual è l’attuale gestione dell’asilo che il comitato dei genitori vorrebbe perpetuare con la loro cooperativa, per passare a due nuovi sistemi molto differenti tra di loro e che per giunta dovrebbero convivere nello stesso edificio, il tutto senza offrire uno straccio di certezza ai genitori, ma soprattutto senza intaccare la quota erogata dal Comune, circa 110 mila euro l’anno: infatti, durante l’incontro con i genitori del 12 febbraio 2014, il consigliere De Filippo ha affermato che:

Il risparmio ottenuto (dalla gestione statale) verrà reinvestito per aumentare l’offerta formativa.

A questo punto è logico chiedersi a che gioco stanno giocando i nostri amministratori: imporre uno sconvolgimento totale dell’assetto dell’asilo per NON rispamiare… In realtà sembra proprio che la mossa in questione sia proprio un modo per dare spazio a futuri tagli di spesa, ma la cosa che lascia più perplessi è che l’entità di questi tagli sarà comunque minima poiché la statalizzazione coinvolge solo una delle tre sezioni della scuola e si otterrà perciò un risparmio massimo di solo qualche decina di migliaia di euro. Vale davvero la pena combattere una guerra con i genitori, ferire mortalmente una delle ultime eccellenze del nostro paese ed andare a tagliare sull’istruzione dei bambini per una cifra così misera???

L’insistenza poi per la statalizzazione non tiene minimamente conto del contesto politico sulla materia che vede il fronte delle paritarie appoggiato persino dall’ex-ministro all’istruzione Carrozza:

Non vogliamo fare a meno di questo sistema, lavoreremo per garantire un piano di stabilizzazione dei finanziamenti che abbia un’ottica pluriennale.

Studiando i dati infatti si scopre che un alunno di una paritaria costa allo Stato 490€ l’anno mentre lo stesso alunno alla statale costa addirittura 6800€ l’anno e ciò significa che allo Stato non conviene continuare a tagliare sulle paritarie perché ciò spingerà molte famiglie ad adottare un sistema d’istruzione molto più oneroso per le casse statali, mentre al contrario è molto più logico pensare che i tagli futuri interesserano proprio la scuola pubblica, seguendo una tendenza inaugurata ormai da qualche anno. Il pasticcio del Decreto 174 poi non ha cancellato i fondi regionali ma ne ha solo bloccato lo stanziamento e non è detto che non vengano sbloccati sia quelli già dovuti in passato che quelli degli anni successivi, mentre per quanto riguarda la voce secondo cui dal 2016 verrà limitata la possibilità dei comuni di finanziare enti privati, ciò non può e non deve condizionare la nostra Amministrazione perché da qui al 2016 c’è abbastanza tempo per trovare metodi per finanziare indirettamente alcuni enti privati di interesse pubblico, come il nostro asilo.

Il clima economico della nostra nazione sta diventando sempre più austero ma non per questo si può ridurre la gestione economica dei nostri paesi ad una mera politica di tagli: bisogna aver il coraggio di ripensare da capo certi settori della spesa locale, magari riprendendo proprio certe forme di lavoro collettivo come le cooperative, in grado di mantenere un minimo di qualità nei servizi e di evitare tagli indiscriminati in settori fondamentali come l’istruzione infantile.

Qui potete scaricare il progetto della cooperativa elaborato dai rappresentanti dei genitori.

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Un Commento

  1. Quinz Andreas

    Gli unici che possono aiutarci ora sono Herry Potter, facendo trascorrere il quinquennio in cinque minuti o facendo sparire tutti i consiglieri comunali (Messico?), o Vladimir Putin invadendo il Cadore come fosse la Crimea e imponendo il rispetto delle volontà popolari…
    Non ho parole…
    Ma sembra che non le avessero neppure i nostri governanti, a consiglio comunale… Che figura… Non una risposta alle mille domande dei cittadini.

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