Il silenzio sull’Unione Montana

Stanlio e Ollio

Da quando qualche giorno fa è stata avviata definitivamente la nostra Unione Montana, sui quotidiani locali sono ricomparse finalmente qualche dichiarazione degli amministratori sull’argomento, questa volta da parte del neo presidente Svaluto; “finalmente” perché, ad eccezione del fronte auronzano, è da mesi e mesi che l’argomento “Unione Montana del Centro Cadore” viene tenuto sotto stretto silenzio mediatico: nessuno parla, nessuno rivela, nessuno spiega, mentre nel resto della provincia si sente parlare praticamente tutti i giorni di fusioni, unioni, riunioni, comuni che vanno di qua e di là etc. La discussione da noi è praticamente ferma, sebbene, un po’ alla volta, stiano venendo a galla alcuni aspetti decisamente inquetanti su questi nuovi enti:

1) l’Unione è un ente la cui amministrazione non viene eletta dai cittadini e di fatto i comuni verrano comandati nelle proprie funzioni da due “sindaci”, uno eletto democraticamente e l’altro no, e da 2 giunte, una locale e l’altra composta, in parte o totalmente, da consiglieri eletti in altri comuni che difficilmente conosceranno le problematiche specifiche dei paesi di cui devono curare gli interessi.

2) La rappresentanza dei singoli comuni non rispecchia nè ciò che ognuno porta nel calderone nè le singole specificità di ogni territorio poichè, nelle decisioni, ciascun comune vale un voto: succede così che la valle del Centro Cadore abbia da sola 5 voti su 9, mentre l’Oltrepiave con i suoi 2 voti ed Auronzo con un solo voto, sono destinate a soccombere.

3) Il numero dei componenti della giunta (presidente e assessori) è minore del numero dei comuni che compongono l’Unione e ciò significa che alcuni comuni non avranno rappresentanti nella giunta del nuovo ente.

4) Con l’unificazione degli uffici e dei servizi si sta già spingendo di fatto i comuni a compiere una prima forma di fusione, in linea con la creazione del Comune unico di Cadore e contro l’autonomia comunale sancita dalla Costituzione.

5) Abbiamo già visto su questo blog che lo Stato ha mai dimostrato l’effettivo risparmio nella creazione di questi nuovi enti tanto che, col tempo, è divenuta certezza che occorrano notevoli risorse per far funzionare le Unioni; sentendo Svaluto nel Gazzettino di domenica 9 febbraio 2014, c’è di che essere preoccupati:

“Quanto alle risorse Svaluto confida in Venezia: « Se la Regione ci crede ci deve finanziare, perchè lo Stato ha già scelto di non sostenerci».”

Meglio non pensare su chi ricadrebbe il costo di gestione delle unioni nel caso la Regione decidesse di non finanziare questi enti…

Ora, a fronte degli aspetti sopra rilevati, la domanda nasce spontanea: quanto ci metterà lo Stato ad abbattere questi baracconi amministrativi, costosi ed incostituzionali obbligando i suoi comuni alla fusione??? A mio avviso, vedendo com’è andata con la spending review e con l’eliminazione delle provincie, posso stimare che non passeranno più di di 2-3 anni a partire da oggi: appena le unioni andranno a regime, lo Stato avrà infatti tutti gli interessi a chiudere subito la partita giungendo all’ambita riduzione del numero dei comuni, come previsto fin dall’inizio. 2-3 anni per arrivare al Comune unico di Cadore, ed è meglio che la gente non capisca cosa sta accadendo perchè, a vedere il silenzio che c’è sull’argomento, sembra davvero che qualcuno abbia già deciso…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...