Il collegamento Auronzo-Padola

La gloriosa funivia di Monte Agudo

La gloriosa funivia di Monte Agudo

Dalle pagine del Corriere delle Alpi di qualche giorno fa Aldo Corte Metto del Consorzio Turistico ha lanciato l’idea di collegare Auronzo al Giro delle Cime, carosello sciistico che dalla Pusteria porta fin su a Padola: secondo questa proposta una cabinovia dovrebbe partire dal centro del paese salendo lungo le pendici dell’Ajarnola fino a raggiungere il passo S.Antonio, dal quale partirebbe a sua volta una pista che si andrebbe a congiungere con quelle già esistenti di Padola, permettendo a chi viene in vacanza ad Auronzo di godere di una comprensorio sciistico di primissima qualità.

Da alcuni anni ormai il nostro turismo invernale è in profonda crisi ed il nostro paese non è più in grado di reggere la concorrenza delle vicine località turistiche; le cause di questo declino sono molteplici, tuttavia è evidente che il problema principale sta proprio nell’offerta sciistica del nostro paese, lontana ormai delle aspettative del turista medio: vuoi per moda, vuoi per la crisi economica, chi decide oggi di trascorrere le proprie ferie invernali in montagna dà primaria importanza all’offerta sciistica della località prescelta favorendo quelle “agganciate” ad un carosello sciistico. Ecco perché una località già affermata come Cortina, nonostante sia già dotata di decine di piste, ha cercato e poi ottenuto i fondi Brancher per costruire la cabinovia “Cortina-5 Torri” con cui si collegherà al circuito Dolomiti Superski, pur senza pista di ritorno e senza paura di compromettere gli introiti delle altre piste della Conca.

Lo sci da discesa è perciò oggi il piatto principale dell’offerta turistica del turismo invernale mentre tutte le altre attività, dal fondo alle ciaspe, fungono un ruolo secondario ed è per questo che l’offerta di Auronzo non attrae nuovi turisti: manca il piatto principale, o meglio, c’è ma non è sufficiente ed il turismo invernale auronzano, già in declino, è destinato ad affondare sotto i colpi della concorrenza di chi invece presto sarà in grado di fornire un’offerta sciistica strutturata, come Cortina e per l’appunto Padola, a due passi da noi.

Auronzo ha bisogno del collegamento sciistico col Comelico anche senza pista di ritorno, poiché sarà il volano principale su cui rilanciare tutta l’offerta turistica invernale: le strutture ricettive torneranno a riempirsi ed i turisti torneranno a a scegliere il nostro paese come meta delle proprie ferie, lanciando così anche tutte le attività collaterali, dai giri con le ciaspe al pattinaggio su ghiaccio.

Negli ultimi decenni, l’immobilismo arrogante, secondo cui Auronzo non ha bisogno di niente e di nessuno, e la scarsa lungimiranza, che ha impedito di mettere in piedi qualsiasi iniziativa a medio e lungo termine, hanno già fatto abbastanza danni al nostro paese, minando di fatto la possibilità alle giovani generazioni di continuare a vivere nella terra dei loro padri. È ora di dire basta a tutto ciò ed è ora di iniziare a pensare in grande il futuro del nostro amato paese!

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  1. Luigi Da Ponte

    Ho sempre vissuto con una vena utopica
    Galleria x baipassare M. .Parcheggi sotterranei con navette elettriche x tre cime.
    Prima guerra mondiale val marzon era un paese e andavano dove? (Padola , non capisco) .Sono convinto che i pusteresi al nostro posto l’ avrebbero già fatto.
    Tanta fantasia la mia?

  2. Orgoglio Auronzano

    No assolutamente, forse però con una normale funivia e non navette (che mi sembra costoso, poi chissà). Tra l’altro, l’impianto di Val Marzon è forse l’unico impianto costruibile sul territorio auronzano che non dovrebbe andare sistematicamente in perdita, anzi. Rimane comunque molto costoso (a metà degli anni 2000 si parlava di 30 milioni di euro) e credo non sarà interesse immediato degli altoatesini aiutarci, con fondi di confine, a costruire un impianto funiviario che faccia concorrenza agli impianti che potrebbero costruire nel loro versante.
    Per quanto riguarda l’impianto verso Padola, conta l’epoca in cui l’ho scritto, ormai due anni e mezzo fa: allora era utile smuovere l’immobilismo generale, sondare il terreno e capire che possibilità di sviluppo c’erano per il turismo invernale di Auronzo. Poi però per quest’opera è stato progettato un tracciato molto discutibile ed il costo è stato in valutato in una cifra “stellare” di 45 milioni di euro… e l’entusiasmo iniziale si è praticamente azzerato.

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