Il futuro di Auronzo

Auronzo dalla diga

Grazie ad una delibera regionale, col 2014 è iniziato ufficilmente lo smantellamento dei comuni tradizionali in favore delle unioni montane. Nel nostro caso verranno smantellati prima i servizi minori, poi tutto il resto, fino alla fusione di tutto il Centro Cadore in un unico comune con poteri e risorse a Calalzo, sia che si faccia l’unione dei servizi come vorrebbe la maggioranza, sia che si adotti le convenzioni come invece vorrebbe la minoranza. Auronzo diventerà periferica sia geograficamente che politicamente, dato che il 66% dei votanti dell’Unione Montana risiede tra Lozzo e Perarolo, rendendo così la valle Ansiei un bel villaggio turistico che separerà il Centro Cadore da Misurina e le Tre Cime.
L’unica soluzione per mantenere la centralità del Comune di Auronzo è di uscire dall’Unione Montana superando la soglia demografica di 5000 abitanti tramite fusione con alcuni comuni vicini, creando così un nuovo comune dalle forti potenzialità turistiche in cui Auronzo, per numero di abitanti, possa mantenere un peso politico determinante. Danta, Vigo e Lorenzago sono i 3 candidati principali per questa fusione e tutta la nostra Amministrazione, maggioranza e minoranza, deve iniziare da subito a dialogare con queste realtà, poichè le fusioni non si fanno dall’oggi al domani e loro lo sanno meglio di chiunque altro.
È finito il tempo delle favole, la Legge non è dalla nostra parte e più va avanti più risulta evidente che faremo la fine del topo se non prendiamo di petto la situazione così com’è, cavalcando cioè la Legge a nostro vantaggio. I nostri antenati hanno conquistato e mantenuto questo meraviglioso territorio per noi auronzani e se proprio dobbiamo condividerlo con i comuni vicini come ci viene imposto, è bene che sia con chi comoda a noi abitanti della Val d’Ansiei e non con chi vuole Venezia, Roma o qualcun’altro.
Auronzani, fuori l’orgoglio!!! Non è tempo di abbassare la testa e farci comandare da altri! Prendiamo in mano le redini del destino: per noi, per quelli che sono venuti prima di noi, e soprattutto per chi verrà dopo di noi. Non siamo nati per essere gnocchi, ricordatevelo!

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  1. Quinz Andreas

    Beh, se lo dici tu… Io lo scrivevo il 14.09.2012 nel mio blog… Forse troppo poco letto, sicuramente poco condiviso nelle stanze dei bottoni. Te lo riporto per conoscenza:

    Consiglio Comunale: io c’ero, a questo come agli altri, e se mi lamentavo che nel penultimo v’era poco pubblico, cosa dovrei dire oggi del fatto che il più “GIOVANE” era il sottoscritto e che una mano bastava a contarli tutti?
    Forse gli argomenti erano poco interessanti ma quantomeno gli elettori dei due nuovi avrebbero dovuto presenziare…
    Ad onor di cronaca vorrei che sia noto al pubblico la “buona volontà” e la “maturità politica” di Walter Antoniol: senza la sua presenza l’Assemblea non sarebbe stata valida, mancando il Sindaco stesso e due Consiglieri già dimissionati.

    Come diceva una canzone di Califano: “tutto il resto è noia”, salvo l’approvazione, NON all’unanimità, del sostegno alla protesta contro l’abolizione della provincia: Antoniol (giustamente, a mio parere) sostiene che se si deve tagliare da qualche parte bisogna pur cominciare, e perché non dalla Provincia? Perché non farlo da un ente che nulla o quasi ha portato ad Auronzo, come potrebbe testimoniare il sindaco Larese che, in provincia, ha ricoperto tutti i ruoli tranne quello di presidente, facendo addirittura ricorso contro il Comune e la volontà regionale del Piano particolareggiato, avocando a se il diritto di esprimersi sull’urbanistica (l’ennesimo “controllo”, come non ne avessimo abbastanza)?

    Le competenze di quest’ente ritornerebbero in parte a Venezia che s’è dimostrata molto più attenta alle nostre esigenze di quanto non abbia fatto Belluno, con cui in realtà ben poco abbiamo da spartire, ed altre verranno assegnate ai comuni e alle associazioni di questi che la legge chiede che nascano, non più con rappresentanti eletti, ma con un consiglio composto dai sindaci dei paesi aggregati.
    Le battaglie di alcuni primi cittadini vanno in questa direzione, chiedendo più unità, maggiore comunione d’intenti alle terre alte.
    Il Cadore deve tornare ad essere una realtà socio-politica a se stante, realizzando l’unione dei comuni affini, riducendone il numero a 4 o 5, rafforzando poi l’importanza della Magnifica Comunità del Cadore in cui tutti convergeranno.

    Ho provato, navigando con la fantasia ed i numeri ufficiali, ad immaginare un nuovo assetto territoriale: potrebbero nascere i comuni di.

    – Comune “Cadore di Lavaredo”, 6150 abitanti e una superficie di 327km quadrati, originato dall’unione di Auronzo, con i suoi 3500 abitanti e i 220 kmq, Vigo, 1550 abitanti e 70 kmq, Lorenzago con 580 cittadini e 28 kmq, Danta (518 residenti in 8 kmq), un territorio che andrebbe dal Friuli all’Alto Adige, diventando la terra delle Tre Cime, dei Tre Laghi, dei tre Papi.

    – Comune “Cadore Centrale”, 10.380 abitanti e 190 kmq, con Pieve (4.000 abitanti e 66 kmq) Domegge (2600, 50kmq) Lozzo (1530, 30 kmq) Calalzo (2250 e 43 kmq)

    – Comune “Cadore d’Oltrechiusa” con Borca, San Vito, Vodo, Valle e Cibiana

    – Comune del Comelico con S.Stefano, San Nicolò, San Pietro, Comelico Superiore, Padola.

    Cortina e Sappada se ne andranno dal Veneto.

    Questa è solo un passatempo, un idea forse strampalata per rendere più funzionale la nostra amministrazione, per meglio tutelare la nostra terra. Qual’è la vostra idea?

  2. Orgoglio Auronzano

    Sì Andreas, credo che tu sia stato uno dei primi ad enunciare la fusione Auronzo-Oltrepiave-Danta, tuttavia al tempo del tuo post la spending review era uscita da poco, le convenzioni non esistevano e c’era evidentemente poca consapevolezza generale sul significato della riforma: non a caso nel post citato tu stesso giudichi le tue idee come volo di fantasia, passatempo o idee strampalate. Oggi invece la consapevolezza sull’argomento è totalmente diversa, sia da parte dei cittadini che da parte degli amministratori, e tanti argomenti allora “misteriosi” sono stati spiegati da numerosi politici e studiosi in materia: è ovvio che parlare oggi di fusione con l’Oltrepiave non solo ha basi più fondate ma fa anche più rumore.

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