Opposizione part-time

Chiacchere

Il 30 dicembre mi sono recato al Consiglio Comunale per sentire le ultime novità in paese ed avere qualche informazione in più sulla gestione dell’emergenza “bufera di S.Stefano” da parte dei nostri eletti. Subito ho notato l’assenza della Minoranza, la quale si è premurata di inviare in mattinata un comunicato che è stato letto ad inizio Consiglio:

“[…] L’orario anomalo di convocazione della seduta impedisce infatti la nostra presenza in Municipio, essendo entrambi impegnati nella propria attività lavorativa di esercenti. Ricordiamo al Sindaco, nel caso se ne fosse dimenticato, che siamo nel clou della stagione turistica invernale e ci è davvero impossibile intervenire, visto che questo comporterebbe la chiusura dell’esercizio commerciale. […] Chiediamo pertanto al Sindaco che i prossimi Consigli Comunali vengano convocati al consueto orario serale delle ore 20,30.

L’orario di convocazione del Consiglio, le 18, è infatti quello degli acquisti che si fanno di ritorno dalle piste di sci, quando fai fatica a muoverti a piedi lungo i marciapiedi del centro, un momento lavorativo fondamentale per i negozianti come lo sono i due membri della minoranza. Sembrerebbe impossibile dare torto alla Pais Becher e all’Antoniol se non fosse che la convocazione del Consiglio sia stata consegnata loro il 18 dicembre, ben 12 giorni prima, e che da quel giorno nessuno dei due si sia preoccupato di richiedere il pur giusto spostamento d’orario, come puntualizzato oggi dalla Pais Becher sulle pagine del Gazzettino:

Non c’era venuto in mente che ci poteva essere questo contrattempo, presi come tutti dal trambusto del blackout elettrico

Ma come?! Il blackout è iniziato la mattina del 26 dicembre, la convocazione è stata consegnata loro il 18 dicembre, ben 8 giorni prima, e non gli è venuto in mente di richiedere lo spostamento d’orario??? Se non viene in mente a loro che sono l’opposizione e che si sono assunti l’onere di partecipare ai consigli comunali non so a chi dovrebbe venire!

La minoranza ha avuto 8 giorni per fare la famosa richiesta ma anche per organizzarsi col lavoro, come fanno tutti quelli che si assumono la responsabilità di rappresentare i cittadini pur mantenendo i propri impegni professionali, ed a questo proposito non può non balzare agli occhi l’analogia con la polemica sull’assenza del vice-sindaco nell’ottobre 2012: mentre il sindaco era stato ricoverato per motivi di salute, la Vecellio del Monego era all’estero per motivi di lavoro: scoppiò un putiferio e puntualmente la minoranza emanò un comunicato in cui richiamava giustamente il vicesindaco “a non sfuggire alle sue responsabilità”. Leggendo oggi quelle righe così piene di senso civico, mi convinco sempre di più che la coerenza sia una qualità che raramente appartiene ai politici, soprattutto alla nostra minoranza.

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Un Commento

  1. Quinz Andreas

    “Storie della luna e del dito” è una raccolta di cento storielle zen del maestro Pazzotti,
    utili a contrastare la seriosità di certe storie zen del “dito e della luna” di Alejandro Jodorowsky
    Quando il dito indica la luna, l’imbecille guarda la luna”.
    Per tanti anni si è pensato che, quando il dito indica la luna, l’imbecille sia colui che guarda il dito.
    Un giorno un allievo dubbioso si presentò al Maestro Pazzotti e gli pose la questione: “Maestro, cosa devo guardare quando il tuo dito indica la luna?”
    Il Maestro gli indicò la luna, e mentre l’allievo alzava lo sguardo verso l’astro il Maestro lo colpì con un forte scappellotto sulla nuca.
    “So adesso da cosa guardarmi e cosa guardare” disse l’allievo, tenendosi la capa dolorante mentre scappava via.
    In questa storiella zen è racchiusa l’essenza del pensiero Pazzottesco: guardare verso l’origine, cercare il centro.

    “Quando il dito indica la luna, l’imbecille guarda il dito”.
    Per successivi altrettanti anni si è pensato che, quando il dito indica la Luna, l’imbecille sia colui che guarda la luna.
    Un giorno un allievo dubbioso si presentò al Maestro Pazzotti e gli pose la questione: “Maestro, cosa devo guardare quando il tuo dito indica la luna?” Il Maestro gli indicò se stesso, e mentre l’allievo posava lo sguardo sul Maestro, la Luna gli diede un forte scappellotto sulla nuca.
    “So adesso da cosa guardarmi e cosa guardare” disse l’allievo, tenendosi la capa dolorante mentre scappava via.
    Anche in questa storiella zen è racchiusa l’essenza del pensiero Pazzottesco: vedere l’invisibile, cercare ciò che è nascosto, aspettarsi l’incredibile.

    “Quando il dito indica la luna, l’imbecille guarda sia la luna che il dito”.
    Un giorno si presentarono al Maestro due allievi: il primo aveva imparato a guardare verso l’origine ed a cercare il centro, il secondo a guardarsi le spalle e a cercare ciò che è nascosto.
    Gli posero insieme la questione: “Maestro, abbiamo imparato? Quando il dito indica la luna noi guardiamo sia la luna che il dito”.
    Il Maestro indicò la luna e mentre gli allievi spostavano svelti lo sguardo dalla luna al dito e dal dito alla luna, il Maestro gli mollò un calcio nei coglioni.
    “Sappiamo adesso da cosa guardarci e cosa guardare” dissero gli allievi con voce da eunuchi, tenendosi le palle mentre scappavano via.
    Anche in questa storiella zen è racchiusa l’essenza del pensiero Pazzottesco: c’è sempre una terza via.

    “Quando il dito indica la luna, la luna guarda il dito”.
    Un giorno i due allievi ritornarono dal Maestro e, senza avvicinarsi troppo, gli dissero: “ Maestro, abbiamo imparato. Quando il dito indica la luna noi ci teniamo a debita distanza”.
    Il Maestro alzò in volo un aquilone, mise il filo in mano agli allievi e disse: “Gli aquiloni pensano che la terra sia appesa a un filo” .
    Anche in questa storiella zen è racchiusa l’essenza del pensiero Pazzottesco: cercate, se vi riesce, il punto di vista dell’altro.

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