Un passo indietro

La reson e dei mus

Venerdì scorso sono andato a Palazzo Poli ad assistere all’incontro con la popolazione proclamato dall’Amministrazione sul tema dell’Unione dei servizi, incontro a cui hanno partecipato circa una ventina di persone.

Dopo una neanche troppo lunga introduzione sui motivi per cui ci converrebbe unire gli uffici col Centro Cadore, subito si è avviato il dibattito con la popolazione animato da tutta una serie di interventi e riflessioni da parte del pubblico, che hanno spaziato dalla difficoltà logistiche e funzionali derivanti dalla riorganizzazione degli uffici alla scarso peso del nostro Comune all’interno della giunta dell’Unione; tutte considerazioni di natura pratica ben lontane dal populismo denunciato nei giorni scorsi dall’Amministrazione: nessuna domanda sulla strada delle Tre Cime, nessuna sulla chiusura improvvisa del municipio, ma discussioni derivate sia dalle stesse informazioni riferite nel corso dell’incontro che da evidenti riflessioni personali antecedenti alla riunione.

Sentite le numerose perplessità espresse durante l’incontro e dopo aver sondato gli umori del pubblico al termine della riunione, posso tranquillamente affermare che non solo l’Amministrazione non sia riuscita a convincere neanche uno dei presenti a sposare la causa dell’Unione dei servizi, ma addirittura abbia spinto gli scettici ancora più distanti di quello che potevano essere prima della riunione, e tutto ciò semplicemente disquisendo sugli aspetti più elementari della riforma. È chiaro quindi che più la gente viene informata sull’Unione dei servizi più ne capisce l’estrema sconvenienza per Auronzo e finisce per contestare la visione di Daniela & Co.

A questo punto, dopo una raccolta firme da record, sentito il clima che si respira in paese sull’argomento e vista la riunione di Palazzo Poli, penso che alla Maggioranza spetti un doveroso momento di riflessione: conviene ancora continuare cocciutamente verso la strada dell’Unione dei Servizi tanto osteggiata dalla popolazione? Conviene ancora imbastire un referendum per certificare una risposta che pare oramai scontata? Conviene ancora continuare a vendere la propria verità quando questa non fa che aumentare la distanza con la popolazione?

Francamente, penso che un buon politico già da tempo avrebbe trovato la risposta a queste ed altre domande, magari semplicemente facendo, con una certa nonchalance, un passo indietro.

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Un Commento

  1. Silvano

    Non passa giorno senza che mi chiedano lumi sulla questione della unione dei servizi. Le reazioni dei cittadini che hanno partecipato alla serata informativa, esposte in questo articolo di Alberto Larese con toni misurati ma fermi, sono le stesse della grande maggioranza dei cittadini. Ora l’amministrazione, o meglio, la maggioranza consiliare, di fronte alla fortissima richiesta dei cittadini deve organizzare al presto il referendum oppure non aderire alla unione dei servizi. Qualsiasi altra opzione é politicamente impraticabile a meno che il Sindaco non voglia forzare la mano. Ovvio che se questo dovesse accadere toccherà raccogliere le firme per una mozione di sfiducia che raccolga almeno una firma in più dei voti ricevuti dalla lista Auronzo Viva alle scorse elezioni. Ma penso che alla fine prevarrà il buon senso e così il mulo, notoriamente cocciuto, farà il famoso passo…indietro. Buone cose a tutti! Silvano Martini

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